Calcolatrice autoconsumo contro immissione in rete
Un kilowattora che consumi tu vale il prezzo pieno che eviti di pagare. Un kilowattora che immetti in rete vale quello che il gestore decide di riconoscerti — spesso un quinto, a volte quasi nulla. Questa calcolatrice misura il divario.
Senza accumulo, una famiglia autoconsuma tipicamente il 25-40% di ciò che produce. Con una batteria, un'auto elettrica o una pompa di calore si arriva al 60-80%.
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Come usare questa calcolatrice
- Scegli il tuo Paese per precaricare un prezzo di acquisto tipico e un valore di ritiro dell'energia immessa.
- Inserisci la produzione annua (circa 1.100-1.300 kWh per kWp nel Nord Italia, 1.400-1.700 al Sud) e il consumo della famiglia.
- Imposta il tasso di autoconsumo — la quota di ciò che produci che consumi sul posto invece di immetterla.
- Inserisci il prezzo di ritiro e gli eventuali costi di immissione trattenuti per ogni kWh.
- Fai clic su Valuta il mio impianto.
Autoconsumo e autosufficienza non sono la stessa cosa
Questi due numeri vengono confusi di continuo, anche dagli installatori, e rispondono a domande completamente diverse.
Un impianto grande su una casa piccola avrà un basso tasso di autoconsumo (quasi tutto finisce in rete) e un'alta autosufficienza (copre comunque quasi tutti i consumi). Un impianto piccolo su una casa energivora è l'opposto. Solo l'autoconsumo prevede i soldi, perché solo l'autoconsumo evita di pagare il prezzo al dettaglio.
Perché il valore dell'energia immessa è crollato
I meccanismi di ritiro sono nati quando il fotovoltaico era raro. Ora che il solare di mezzogiorno è abbondante, il suo valore di mercato a mezzogiorno è basso, e i sostegni sono stati ridimensionati ovunque:
- Italia: lo Scambio sul Posto è chiuso alle nuove installazioni e sostituito dal Ritiro Dedicato, che riconosce il prezzo zonale orario — cioè proprio l'ora in cui il fotovoltaico vale meno. Un kWh immesso vale tipicamente 8-12 c€ contro i 28-32 c€ di uno acquistato: circa un terzo, spesso meno.
- Paesi Bassi: lo scambio netto (salderingsregeling) finisce il 1° gennaio 2027, e molti fornitori aggiungono un costo per ogni kWh immesso.
- Germania: la tariffa incentivante per i nuovi piccoli impianti scende a scaglioni e non paga nulla nelle ore a prezzo negativo.
- Spagna: il surplus è compensato ogni mese e non può mai superare il termine di energia della bolletta di quel mese: tutto il resto è semplicemente perso.
- Svezia: il credito d'imposta da 60 öre/kWh sull'energia immessa è stato abolito il 1° gennaio 2026.
La conseguenza strategica è ovunque la stessa: il valore del fotovoltaico si è spostato dall'immissione all'autoconsumo. Spostare i carichi a metà giornata — lavatrice, lavastoviglie, condizionatore, ricarica dell'auto — o accumulare il surplus è dove stanno i soldi oggi.
Cosa ti dice il risultato
- Valore netto di un kWh immesso — il prezzo di ritiro meno i costi di immissione. Se è vicino a zero, immettere è beneficenza.
- Valore dell'energia autoconsumata contro valore dell'energia immessa.
- Valore perso immettendo — quanto varrebbero quei kilowattora se li avessi usati tu. È il numero che giustifica una batteria, un timer, o semplicemente la lavatrice a mezzogiorno.
- Tasso di autoconsumo e autosufficienza, affiancati.
Una regola utile: se un kWh immesso vale meno di un quarto di uno acquistato, ogni kilowattora che riesci a spostare nelle ore di sole ti rende più di quattro volte quello che ti darebbe immetterlo.
Domande frequenti
- Quanto vale un kWh immesso in rete in Italia?
- Con il Ritiro Dedicato il valore segue il prezzo zonale orario, tipicamente 8-12 c€/kWh nelle ore solari, contro i 28-32 c€ che paghi per acquistare. Un kWh autoconsumato vale quindi circa tre volte uno immesso.
- Qual è un buon tasso di autoconsumo?
- Senza batteria, il 25-40% è tipico per una famiglia fuori casa di giorno. I timer su lavastoviglie e lavatrice lo portano verso il 45%. Una batteria, l'auto elettrica caricata di giorno o una pompa di calore possono portarlo al 60-80%.
- Conviene installare una batteria?
- Confronta il «valore perso immettendo» con il costo annuo della batteria (prezzo diviso vita attesa). Una batteria guadagna solo la differenza fra il prezzo di acquisto e il valore netto dell'immissione, al netto delle perdite di ciclo: più largo è quel divario, meglio si difende.
- Quanto produrranno i miei pannelli?
- Come regola pratica: circa 1.100-1.300 kWh per kWp installato nel Nord Italia, 1.300-1.500 al Centro e 1.400-1.700 al Sud e nelle isole, con un tetto non ombreggiato e un orientamento ragionevole.
- Conviene ancora il fotovoltaico se l'energia immessa vale poco?
- Di solito sì, ma la convenienza ora si regge sull'autoconsumo, non sull'immissione. Dimensiona l'impianto su ciò che puoi davvero consumare invece che sul massimo che entra nel tetto, e il rientro migliora.
- Perché la mia autosufficienza è più bassa del previsto?
- Perché il solare produce quando è meno probabile che tu sia in casa. Questo disallineamento è esattamente il problema che batterie e spostamento dei carichi esistono per risolvere.
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